TERRITORIO E PANORAMA

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La Garfagnana è una stupenda e favorevole zona climatica, nell’angolo nord-occidentale della Toscana, fra le Alpi Apuane e l’Appennino Tosco-Emiliano. Oltre il 60% del territorio della Garfagnana è coperto da boschi e foreste, di questi, circa 20.000 ettari sono di “Selve”: boschi di Castagno, piantati nel Medioevo, come fonte di cibo e legname.

Il patrimonio naturale della Garfagnana è immenso e ben conservato perché salvaguardato e valorizzato da Parchi (Parco delle Apuane e Parco dell’Orecchiella) ed Oasi (Lipu e WWF). Il patrimonio storico ed architettonico non è da meno, con borghi antichi, pievi romaniche, eremi, chiese, castelli e rocche, rimaste a testimoniare l’umiltà e l’ingegno della popolazione che viveva in questa “Grande Selva”, negli oscuri periodi medioevali.

SANTUARIO DELLA MADONNA DELLA GUARDIA SUL MONTE ARGEGNA

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Vicino al Passo dei Carpinelli, splendida terrazza panoramica sulle Alpi Apuane Settentrionali, troviamo il Santuario di Nostra Signora della Guardia, il “ monumento ai Caduti di tutte le guerre” e la campana votiva come simbolo di pace. Nelle vicinanze, l’antico Hospitale, testimonianza della Via Francigena sul Passo di Tea.

Parco dell'Orecchiella

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Ampio parco naturale gestito dal corpo forestale. Nel suo interno, caratterizzato da boschi, prati e ambienti rupestri, si possono osservare cervi, daini, cinghiali, ed altri animali in liberta. Il “centro visitatori” ospita un museo che illustra i principali aspetti naturalistici della zona.

Ampio parco naturale gestito dal corpo forestale. Nel suo interno, caratterizzato da boschi, prati e ambienti rupestri, si possono osservare cervi, daini, cinghiali, ed altri animali in liberta. Il “centro visitatori” ospita un museo che illustra i principali aspetti naturalistici della zona.

San Pellegrino (m. 1524)

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Domina un immenso panorama sulla valle del Serchio e sull’intera catena delle Alpi Apuane. Fin dai tempi più antichi punto di cerniera tra le province di Lucca e Modena, testimonianza di ciò il Bar del paese: potrete gustare il caffè nella provincia di Lucca e pagarlo nella provincia di Modena. Il paese conserva le sue antiche caratteristiche dominato dal Santuario, dove si conservano le spoglie di S. Pellegrino e S. Bianco e dall’antico ospitale dove è allestito il Museo della Civiltà Contadina.

Fortezza delle Verrucole

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Dall’alto dei suoi 600 mt la Fortezza domina le Apuane, le Vette dell’Appennino, la Pania di Corfino e gran parte del fondo valle: uno spettacolo di una bellezza unica. È possibile l’ingresso all’ Archeodromo, per vedere dal vivo una fedele ricostruzione della vita ai tempi medievali in costume, gli utensili della vita quotidiana e le armi usate durante le battaglie e gli assedi e se la fortuna vi assiste potreste imbattervi nel fantasma della fortezza: il capitano Francesco Accorsini, accusato di magia e stregoneria e così condannato a morte.

Dall’alto dei suoi 600 mt la Fortezza domina le Apuane, le Vette dell’Appennino, la Pania di Corfino e gran parte del fondo valle: uno spettacolo di una bellezza unica. È possibile l’ingresso all’ Archeodromo, per vedere dal vivo una fedele ricostruzione della vita ai tempi medievali in costume, gli utensili della vita quotidiana e le armi usate durante le battaglie e gli assedi e se la fortuna vi assiste potreste imbattervi nel fantasma della fortezza: il capitano Francesco Accorsini, accusato di magia e stregoneria e così condannato a morte.

Lago di Gramolazzo

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Pittoresco bacino idroelettrico nel quale si specchiano le cime rocciose dei monti Roccandagia, Tambura, Pisanino e Pizzo d’Uccello. Presso la bella spiaggia erbosa è stato costruito un piccolo pontile al quale possono attraccare barche a vela ed a remi. È l’unico lago balneabile della Garfagnana.

Ecomuseo dell'Alta Garfagnana "Olinto Cammelli"

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Da Gorfigliano una breve salita conduce alla base di un colle dominato dalla sagoma agile di un campanile, affiancato da quella che fu la prima chiesa del paese. Nell’attigua canonica, recentemente ricostruita assieme alla chiesa dopo un periodo di lungo abbandono, è stato allestito un piccolo museo che custodisce un ricco assortimento di oggetti di uso quotidiano e di strumenti di lavoro legati alla tradizione della popolazione locale. Di particolare interesse il settore dedicato all’attività di estrazione del marmo. Il luogo, altamente panoramico, domina un paesaggio bellissimo, caratterizzato dalla presenza del Lago di Gramolazzo.

Da Gorfigliano una breve salita conduce alla base di un colle dominato dalla sagoma agile di un campanile, affiancato da quella che fu la prima chiesa del paese. Nell’attigua canonica, recentemente ricostruita assieme alla chiesa dopo un periodo di lungo abbandono, è stato allestito un piccolo museo che custodisce un ricco assortimento di oggetti di uso quotidiano e di strumenti di lavoro legati alla tradizione della popolazione locale. Di particolare interesse il settore dedicato all’attività di estrazione del marmo. Il luogo, altamente panoramico, domina un paesaggio bellissimo, caratterizzato dalla presenza del Lago di Gramolazzo.

Orto di Donna

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Stupenda conca glaciale circondata dai monti Pisanino (m. 1946), Cavallo (m. 1888), Contrario (m. 1790), Grondilice (m. 1805), Garnerone (m. 1735) e Pizzo d’Uccello (m. 1781). Vari percorsi partono dai rifugi permettendo di camminare in mezzo alla cave di Marmo Bianco delle Alpi Apuane.

Trassilico

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Grande nucleo abitato le cui nobili origini traspaiono attraverso gli eleganti portali e le facciate signorili delle abitazioni, allineate in duplice fila lungo la strada principale che corre parallela alla cresta. Da visitare l’antica Pieve Romanica, la fontana e il lavatoio all’ingresso del paese, nel punto più elevato l’antica Rocca Medioevale recentemente ristrutturata.

Grande nucleo abitato le cui nobili origini traspaiono attraverso gli eleganti portali e le facciate signorili delle abitazioni, allineate in duplice fila lungo la strada principale che corre parallela alla cresta. Da visitare l’antica Pieve Romanica, la fontana e il lavatoio all’ingresso del paese, nel punto più elevato l’antica Rocca Medioevale recentemente ristrutturata.

Campocatino (m. 1000)

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Grande prato nato da un antico bacino glaciale, è un luogo suggestivo tra i più belli delle Apuane ai piedi del monte Roccandagia. Nell’altipiano è ubicata una chiesetta ed alcune decine di case costruite in pietra, legno e coperte a piastre, utilizzate un tempo come rifugio estivo da pastori. Dal 1991 è Oasi naturale della LIPU e WWF. A circa mezz’ora di cammino, l’eremo di San Viano, costruito all’interno di una cavità naturale in una parete rocciosa.

Castelnuovo di Garfagnana

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Situato alla confluenza tra la Turrite Secca ed il Serchio è il centro della valle, animato ogni giovedì mattina da un importante mercato che vede la presenza di venditori e di clienti che provengono anche dalla montagna emiliana. Da visitare la Rocca Ariostesca (sec. XII) che deve il proprio nome a Ludovico Ariosto, governatore in Garfagnana per gli Estensi, poco distante, l’antico Duomo. Infine Fortezza di Monte Alfonso (sec. XIV), sempre voluta dagli Estensi a difesa dell’abitato, circondata da un’imponente cinta muraria con baluardi, due porte d’ entrata e relativi camminamenti, da qui si può ammirare la valle a 360 gradi.

Situato alla confluenza tra la Turrite Secca ed il Serchio è il centro della valle, animato ogni giovedì mattina da un importante mercato che vede la presenza di venditori e di clienti che provengono anche dalla montagna emiliana. Da visitare la Rocca Ariostesca (sec. XII) che deve il proprio nome a Ludovico Ariosto, governatore in Garfagnana per gli Estensi, poco distante, l’antico Duomo. Infine Fortezza di Monte Alfonso (sec. XIV), sempre voluta dagli Estensi a difesa dell’abitato, circondata da un’imponente cinta muraria con baluardi, due porte d’ entrata e relativi camminamenti, da qui si può ammirare la valle a 360 gradi.

Vagli Sotto, il suo lago ed il "paese fantasma"

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Sicuramente una tra le più interessanti attrazioni è il Lago di Vagli, uno dei bacini idroelettrici più grandi d’Italia, ma la sua fama è dovuta al paesino fantasma di Fabbriche di Careggine. Le acque del lago, salendo, hanno sommerso questo piccolo borgo medievale di fabbri ferrai bresciani. Oggi è possibile visitare quel che resta di questo suggestivo piccolo borgo solo allo svuotamento del lago stesso. Da non dimenticare il “Ponte a funi sospese” che permette di passeggiare direttamente sul lago, il vicino “Parco dell’onore e del disonore” e per i più coraggiosi “Il volo dell’ angelo”, un lancio emozionante nella valle.

Castiglione di Garfagnana

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Antico borgo fortificato con la rocca posta sulla parte più alta intorno alla quale si sviluppò il centro abitato, che per motivi di difesa fu “incastellato”, ossia cinto da alte mura unite da torrioni, ancora oggi si possono ammirare i camminamenti di ronda e le strette ferritoie per il controllo dell’ esterno. Interessante la Chiesa di San Michele con la sua facciata in pietra bianca e rosa. Da non perdere il ponte medievale che collega la via pedonale per Chiozza.

Antico borgo fortificato con la rocca posta sulla parte più alta intorno alla quale si sviluppò il centro abitato, che per motivi di difesa fu “incastellato”, ossia cinto da alte mura unite da torrioni, ancora oggi si possono ammirare i camminamenti di ronda e le strette ferritoie per il controllo dell’ esterno. Interessante la Chiesa di San Michele con la sua facciata in pietra bianca e rosa. Da non perdere il ponte medievale che collega la via pedonale per Chiozza.

Monte Sumbra (m. 1746)

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Il Sumbra con la sua mole massiccia domina il Lago di Vagli, sembra un animale accovacciato che veglia paziente il lago o una Sfinge che siede sulla propria ombra, e proprio questa sembra l’origine del suo nome, perché di fatto il Sumbra proietta sempre l’ombra su se stesso come una Sfinge. Montagna con forme singolari: fianchi ripidi e scivolosi, pendii coperti di boschi, pareti ripide e scoscese che precipitano verticalmente sulla valle formando fossi con vertiginosi salti (Le marmitte dei Giganti).

Monte Pania della Croce (m. 1859)

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È considerata la regina delle Apuane. Fin dall’antichità ha colpito l’uomo per la sua maestosità, anche se non è la cima più alta. La vetta è caratterizzata da una croce di metallo, forse da qui il nome. Il panorama è uno tra i più belli che sia possibile ammirare sull’Appennino, su tutte le Apuane, sul mare e sulle Isole che da lassù sembra quasi toccarle con un dito.

È considerata la regina delle Apuane. Fin dall’antichità ha colpito l’uomo per la sua maestosità, anche se non è la cima più alta. La vetta è caratterizzata da una croce di metallo, forse da qui il nome. Il panorama è uno tra i più belli che sia possibile ammirare sull’Appennino, su tutte le Apuane, sul mare e sulle Isole che da lassù sembra quasi toccarle con un dito.

Monte Forato (m. 1221)

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Caratterizzato dal suggestivo arco naturale che unisce due vette dall’altezza simile, creando così un grande foro visibile sia dalla Garfagnana che dalla Versilia e dando il nome all’intero gruppo roccioso. Formatosi per l’azione erosiva di acqua e vento sulla roccia calcarea nel tempo, ma sicuramente più affascinante è la leggenda dove il foro altro non è che una brutta capocciata del Diavolo schiaffeggiato da San Pellegrino, stanco dei tormenti e delle tentazioni del Diavolo stesso.

Orrido di Botri

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L’Orrido di Botri è un’aspra ed imponente gola di roccia calcarea, stretta e profonda con ripide pareti scavate dal Torrente Rio Pelago; per questa sua caratteristica è noto come Canyon della Toscana, dominato da cime che sfiorano i 2000 m. Dal 1971 è Riserva Naturale Protetta con accessi limitati. È qui possibile ammirare una varietà di fiori e piante e di animali e di uccelli, fra tutti basta ricordare l’Aquila Reale che ha scelto queste pareti scoscese per far crescere i propri piccoli.

L’Orrido di Botri è un’aspra ed imponente gola di roccia calcarea, stretta e profonda con ripide pareti scavate dal Torrente Rio Pelago; per questa sua caratteristica è noto come Canyon della Toscana, dominato da cime che sfiorano i 2000 m. Dal 1971 è Riserva Naturale Protetta con accessi limitati. È qui possibile ammirare una varietà di fiori e piante e di animali e di uccelli, fra tutti basta ricordare l’Aquila Reale che ha scelto queste pareti scoscese per far crescere i propri piccoli.

Barga

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Insignito del titolo di borgo più bello d’Italia, è un luogo fuori dal tempo dove è affascinante inoltrarsi nelle sue strade strette e tortuose con splendidi lastricati che ci portano a piccole piazzette e ad antichi palazzi da una certa irregolarità architettonica simili ai palazzi fiorentini. L’abitato è sovrastato dal Duomo, uno dei migliori esempi di architettura romanica, circondato da un ampio prato che ci può ricordare un’antica piazza pubblica romana. A pochi km. Castelvecchio Pascoli, paese tanto caro a Giovanni Pascoli, dove è possibile visitare la casa-museo del poeta “ delle piccole cose”.

Eremo di Calomini

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Nelle vicinanze di Gallicano è possibile visitare l’Eremo di Calomini, singolare monastero medievale in buon stato di conservazione, abbarbicato ai piedi di una parete trapiombante sulla montagna sovrastante. Suggestiva la splendida cappella scavata nella roccia come gran parte del Convento, a ricordo e difesa del luogo dove la Vergine Maria apparve ad una giovane pastorella fra le montagne del posto.

Nelle vicinanze di Gallicano è possibile visitare l’Eremo di Calomini, singolare monastero medievale in buon stato di conservazione, abbarbicato ai piedi di una parete trapiombante sulla montagna sovrastante. Suggestiva la splendida cappella scavata nella roccia come gran parte del Convento, a ricordo e difesa del luogo dove la Vergine Maria apparve ad una giovane pastorella fra le montagne del posto.

Ponte della Maddalena (detto Ponte del Diavolo, Borgo a Mozzano)

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Si tratta di una costruzione medievale in pietra dalla forma insolita, costruita intorno al 1100 dalla Contessa Matilde Di Canossa nei pressi di Borgo a Mozzano. La sua struttura “a schiena d’asino” gli conferisce un che di misterioso, grazie anche all’ arcata centrale alta e sottile che ha sempre stupito tanto da creare storie e leggende tra cui quella di essere opera del Diavolo. La leggenda narra dell’accordo tra il capo-muratore ed il Diavolo a causa del ritardo del ponte stesso. Il Diavolo avrebbe terminato il ponte in una notte in cambio della prima anima che avesse attraversato il ponte stesso. Il ponte fu miracolosamente finito e il Diavolo gabbato perché il primo che lo attraversò fu un maiale.

Grotta del Vento

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Situata nel Parco Regionale delle Alpi Apuane al centro di una delle zone più aspre e suggestive della Pania Secca. Deve questo nome alla violenta corrente d’aria che la percorre, dovuta ai due imbocchi situati a quote diverse. Si attraversano tunnel e gallerie levigate dall’ acqua, sale adorne di stalagmiti che appaiono come denti bianchi, mentre dal soffitto pendo stalattiti che grondano goccioline d’acqua, pareti arricchite da colate e drappeggi che sfumano dal bianco all’arancione, si passeggia tra laghetti cristallini e ruscelli sino a giungere a grandi pozzi verticali di inspiegabile bellezza. La varietà dei paesaggi sotterranei, le concrezioni vive e brillanti, la bellezza della roccia calcarea con le sue straordinarie sfumature, fanno della Grotta del Vento una vera e propria enciclopedia del mondo sotterraneo, visitata ogni anno da tantissimi turisti. Per maggiori informazioni consultare il sito www.grottadelvento.com.

Situata nel Parco Regionale delle Alpi Apuane al centro di una delle zone più aspre e suggestive della Pania Secca. Deve questo nome alla violenta corrente d’aria che la percorre, dovuta ai due imbocchi situati a quote diverse. Si attraversano tunnel e gallerie levigate dall’ acqua, sale adorne di stalagmiti che appaiono come denti bianchi, mentre dal soffitto pendo stalattiti che grondano goccioline d’acqua, pareti arricchite da colate e drappeggi che sfumano dal bianco all’arancione, si passeggia tra laghetti cristallini e ruscelli sino a giungere a grandi pozzi verticali di inspiegabile bellezza. La varietà dei paesaggi sotterranei, le concrezioni vive e brillanti, la bellezza della roccia calcarea con le sue straordinarie sfumature, fanno della Grotta del Vento una vera e propria enciclopedia del mondo sotterraneo, visitata ogni anno da tantissimi turisti. Per maggiori informazioni consultare il sito www.grottadelvento.com.

Passo della Focolaccia (m. 1640)

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Il Passo della Focolaccia è un grande valico tra il Monte Cavallo e il Monte Tambura, due belle cime delle aspre Alpi Apuane. Nelle vicinanze si trova una cava di marmo, dove si possono vedere in funzione tutte le tecniche estrattive più moderne. Percorrendo Val Serenaia si raggiunge questo passo e si può ammirare il paesaggio mozzafiato del Monte Pisanino e del vicino mare. Sempre qui troviamo L’Aronte: il primo e più antico rifugio costruito sulle Apuane.

IL PIZZO D'UCCELLO (M.1781)

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È sicuramente il principe delle vette Apuane per le arrampicate con la sua splendida parete Nord, sfida per moltissimi arrampicatori provenienti da tutta Italia. Ovunque la si guardi ha una sagoma piramidale rocciosa, severa, alpina, quasi dolomitica e per questo viene chiamato il “Cervino delle Apuane”. Il suo nome è legato alla presenza di corvi che qui nidificano e dalla presenza dell’Aquila Reale in passato. È una montagna imponente dai fianchi slanciati e attrezzati con vie ferrate che consentono di apprezzare da ogni lato e in totale sicurezza il fascino di questo monte unico.

È sicuramente il principe delle vette Apuane per le arrampicate con la sua splendida parete Nord, sfida per moltissimi arrampicatori provenienti da tutta Italia. Ovunque la si guardi ha una sagoma piramidale rocciosa, severa, alpina, quasi dolomitica e per questo viene chiamato il “Cervino delle Apuane”. Il suo nome è legato alla presenza di corvi che qui nidificano e dalla presenza dell’Aquila Reale in passato. È una montagna imponente dai fianchi slanciati e attrezzati con vie ferrate che consentono di apprezzare da ogni lato e in totale sicurezza il fascino di questo monte unico.

IL PISANINO (M.1946)

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Il Monte Pisanino è il re incontrastato delle Alpi Apuane, posto nella parte più a nord dell’omonimo parco, spicca per la sua altezza tra le altre cime dominando tutte le conche circostanti. Giungere in vetta, dove troveremo non una croce, ma una piccola Madonnina di marmo in una nicchia, ripaga della difficile salita: in giornate particolarmente limpide sono ben visibili l’Elba, Capraria, Gorgona, la Corsica, le vette delle Alpi Marittime, mentre se abbassate lo sguardo la corona del re Pisanino si specchia nelle acque del Lago di Gramolazzo.

BORGO DI ISOLA SANTA

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Il borgo era ed è ancora adesso un punto-tappa della Via Francigena; un borgo antico di case dal tetto di lastre di pietra intorno alla chiesa in riva ad un laghetto di montagna, un vero e proprio gioiello tra i crinali apuani: un luogo magico dove il tempo si è fermato.

Il borgo era ed è ancora adesso un punto-tappa della Via Francigena; un borgo antico di case dal tetto di lastre di pietra intorno alla chiesa in riva ad un laghetto di montagna, un vero e proprio gioiello tra i crinali apuani: un luogo magico dove il tempo si è fermato.

IL TEATRINO DI VETRIANO

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Incastonato tra le case in pietra e gli stretti vicoli lastricati di questo borgo, con i suoi settanta metri quadrati è il più piccolo teatro storico al mondo. In questo gioiello ritroviamo tutti gli elementi del teatro ottocentesco: un doppio ordine di palchi, la platea, un foyer affrescato, un sipario originale con l’effige di Dante Alighieri e sopra tutto troneggia un antico lampadario a carburo. Per questo e per mille altri motivi è soprannominato dagli abitanti del piccolo paese: La Bomboniera.

MUSEO DI MARANELLO

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Il Museo di Maranello, l’unico a raccontare il mito delle Ferrari di ieri, di oggi, affondando le radici nella storia del Cavallino Rampante: si possono ammirare le Formula 1 più celebri e vittoriose, i modelli delle categorie sport e gran turismo, i modelli più significativi tra quelli da strada. Un viaggio unico e coinvolgente attraverso le vetture che hanno fatto la storia dell’automobilismo sulle piste e sulle strade di tutto il mondo.

Il Museo di Maranello, l’unico a raccontare il mito delle Ferrari di ieri, di oggi, affondando le radici nella storia del Cavallino Rampante: si possono ammirare le Formula 1 più celebri e vittoriose, i modelli delle categorie sport e gran turismo, i modelli più significativi tra quelli da strada. Un viaggio unico e coinvolgente attraverso le vetture che hanno fatto la storia dell’automobilismo sulle piste e sulle strade di tutto il mondo.

Parco del Buffardello

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Il Parco Avventura Selva del Buffardello è una vera e propria novità nel cuore della Garfagnana. Un antico bosco di tre ettari e mezzo, nelle immediate vicinanze del Parco dell’Orecchiella, con una vista mozzafiato sulle Alpi Apuane e sulla Fortezza delle Verrucole.

All’interno del Parco vi sono aree pic-nic dotate di tavoli, alcuni barbeques di libero utilizzo, un’area giochi per bambini con scivoli e altalene, un bar dotato di servizi igienici e un’ampia area verde dove potersi rilassare.
L’ACCESSO AL PARCO E’ GRATUITO PER CHI NON PRENDE PARTE AI PERCORSI.

http://www.selvadelbuffardello.it

Circuiti e riconoscimenti

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VIA STATALE 445 55030 CASONE CARPINELLI (LU) (PASSO DEI CARPINELLI)

TEL +39 0583 611066 - FAX +39 0583 611043

EMAIL info@albergo-belvedere.it

GPS – LAT 44°12’7” LONG 10°13’37’

P.IVA 01507360467